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Bollicine di cultura romana, un viaggio nella tradizione per valorizzare i negozi di quartiere

Percorso tra poesia e cibo al Nomentano. Madrina di eccezione Gaia De Laurentiis

La conferenza di presentazione dell'evento che si terrà domani 16 dicembre

L’asse è via Ignazio Giorgi - via Marcatonio Boldetti, quartiere Nomentano, Municipio II. Qui domani 16 dicembre - dalle 18 alle 23 - andrà in scena Bollicine di cultura romana, un percorso in cui si intrecceranno poesia e cibo tradizionale. Durante il cammino saranno allestite alcune tappe, al termine delle quali verrà offerto un brindisi e saranno degustati dolci tipici del periodo natalizio. E non solo. L’evento - che porta la firma organizzativa di Roma Produttiva e Assocomm Lanciani - è stato presentato stamani nella sala di rappresentanza del Comando regionale della Guardia di Finanza, in via Nomentana. La manifestazione, peraltro, ha visto il contributo del Banco Bpm.

Le stazioni tra gusto e poesia

Stazione Trilussa, Stazione Gioacchino Belli, Stazione Ettore Petrolini, Stazione Aldo Fabrizi, Stazione Cesare Pascarella, Stazione Trilussa e Petrolini. Da una parte Mario Carimini, Paola Cultrera, Angela D’Alessandro, Marco Masiello interpreteranno alcuni classici come ‘Giggi er bullo’, ‘L’onestà de mi nonna’, ‘Nerone’, ‘La scoperta dell’America’. Dall’altra la stazione del maritozzo in cui si esibiranno gli Stornellatori, la tappa della bruschetta alla romana e infine, a chiusura della serata, pasta all’arrabbiata per tutti. Attori e stornellatori indosseranno le vesti tradizionali dell'Ottocento. 

La dolce vita e l’archivio fotografico

Ogni stazione rappresentata dal negozio che ospiterà le letture (4Angel, Guidi 1938, Conad, Pasta all’uovo Giorgi, Muzio, Gomitolando, Bar Cuba) verrà identificata dalle immagini fotografiche, a grandezza naturale, che sono state recuperate da La dolce vita Gallery, che ha aperto il suo archivio. Un salto negli anni Sessanta, attraverso i suoi protagonisti. Le istantanee di Marcello Geppetti e Vittorio La Verde serviranno a far rivivere nelle vie della kermesse le atmosfere che hanno regalato Roma e i protagonisti dell’epoca. 

La fase sperimentale con un occhio al futuro

Giulio Anticoli, presidente di Roma Produttiva e delle Botteghe Storiche, ha tracciato la linea di un iter che taglia il nastro domani. Ma che, con la sinergia di più attori, potrebbe svilupparsi. Seguendo un obiettivo: spostare l’attenzione sulle strade che si trovano fuori dalle Mure Aureliane: “Dobbiamo fare in modo che i presidenti delle strade degli altri Municipi entrino in Roma Produttiva, nata un anno fa, per avviare i progetti. Per ora ci sono solo il Primo e il Secondo. Speriamo che questa manifestazione dia una mano a farci conoscere”. Poi la considerazione di merito sulla manifestazione: “Il negozio di vicinato è importante all’interno del quartiere, qualsiasi esso sia. Va tenuto in vita. Appuntamenti come questo possono rappresentare una spinta in tal senso”.

La creatività dei commercianti

“Senza la creatività e l’intelligenza dei commercianti questa iniziativa avrebbe avuto delle difficoltà a realizzarsi” ha commentato Francesca Del Bello, presidente del Municipio II “da parte dei cittadini esiste un forte legame con gli esercizi commerciali di prossimità. Un legame di fiducia e affetto. Sono attività in cui crediamo, per il ruolo sociale che rivestono. L'evento ha un valore simbolico importante: la città deve vivere anche altrove. L’augurio è che domani non piova”.

La cultura passo dopo passo

Cibo e poesie, un viaggio attraverso il quale la cultura camminerà “passo passo”. Così Antonio Olita, presidente di Assocomm Lanciani, che ha elencato i prodotti in mostra: il pangiallo, il maritozzo, la bruschetta romana, lo gnocco romano, la pennetta all’arrabbiata. Un mix vincente: il palato da rifocillare ma anche gli stornelli e i versi della tradizione popolare romana. A dare una mano, giovani attori e melodie antiche.

Una madrina di eccezione: Gaia De Laurentiis

Madrina di eccezione sarà Gaia De Laurentiis, conduttrice televisiva e attrice teatrale, nata nella Capitale sotto il segno dei Pesci, residente in zona: “Ho accettato col cuore, per tre motivi. Il primo è perché amo Roma, talvolta in modo infantile. E amo i romani: mio marito, stamani, mi ha inviato un sms, dove raccontava che il tassista gli ha ripetuto a memoria il Quinto canto dell’Inferno di Dante. In secondo luogo è un’iniziativa fantastica, per come è stata concepita. Farla fuori dalle mura ha un significato particolare, spero di vedere tanti giovani. Terzo aspetto è l’arte: io provengo dal Piccolo Teatro di Milano e amo il teatro. Ultima cosa: ringrazio mio figlio, che è venuto con me. Per lui è il primo giorno senza varicella. Ho barattato la sua presenza qui con una visita dall'edicolante. Ha sette anni ma è un uomo di parola”.

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