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Punto Verde Villa Massimo: 22 comitati cittadini sono sul piede di guerra

Non è piaciuta l'iniziativa del Municipio di chiedere solo la sospensione dell'attività edilizia. "Hanno emesso provvedimenti ridicoli: i lavori sono già ultimati". Intanto 22 comitati sottoscrivono un appello

Foto del Comitato per la riapertura di Villa Massimo

Villa Massima è sempre chiusa. E  se l'obiettivo è quello di giungere ad una sua pronta riapertura,  come chiedono i cittadini, non sembra siano state particolarmente efficaci le iniziative intraprese dal Municipio. Richiamato all'ordine dalla Commissione Ambiente di Roma Capitale,  l'UOT dell'Ente di prossimità si è reso infatti protagonista di tre determine dirigenziali che il Comitato per la difesa della pineta di Villa Massimo  ha definito “ridicole e disperanti”.

L'INIZIATIVA DEL MUNICIPIO - Ciò che viene messo in risalto dagli attivisti del Comitato è che invece della demolizione, l'UOT con le tre determine, chiede di sospendere immediatamente l'attività edilizia. “Ma quale attività edilizia sospende se i manufatti sono  già stati completati?” Inoltre si evidenzia come siano stati “ fermati dal Consiglio di Stato da più di un anno e mezzo e sanciti da sentenza definitiva”. Le tre lettere emesse dall'Unità Organizzativa Tecnica del Municipio, riguardano rispettivamente  il punto di ristoro;  l'allargamento della cucina , le modificazioni al bagno pubblico e la sostituzione di ombrelloni con pergotende;  le nuove costruzioni del progetto di riqualificazione.

I PROSSIMI PASSAGGI - La scorsa settimana, il Presidente Gerace e l'assessore municipale Gisci, avevano fatto sapere che decorsi 45 giorni dai procedimenti emessi dall'UOT, “gli Uffici competenti saranno chiamati a produrre un’ulteriore Determinazione Dirigenziale che prevederà la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi che dovrà essere attuato entro e non oltre 60 giorni”.  Quello sarà il momento decisivo nella risoluzione della vicenda. Un passaggio tutt'altro che scontato però, dal momento che per ora, in considerazione del ricorso al Tar del concessionario, non si è potuto procedere neppure all'inibizione delle attività commerciali svolte nella Villa.

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L'APPELLO DEI COMITATI - Nel frattempo 22 comitati hanno sottoscritto un appello, inviato al Presidente del Municipio Giuseppe Gerace, in cui si  chiede  di procedere tempestivamente al ripristino della legalità per la Pineta di Villa Massimo, un bene comunale di alto pregio paesaggistico, vincolato fin dal 1927”. Si chiede inoltre al Minisindaco  “di liberare il giardino pubblico dai manufatti realizzati senza concessione edilizia con immediato ripristino dello stato dei luoghi”. Ed ancora, nella lettera aperta si rimanda all'amministrazione il compito di “ provvedere con urgenza alla riqualificazione, riapertura e riconsegna dell'intero  giardino pubblico alla cittadinanza”.

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