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Dopo il suk intorno al Policlinico via i banchi da via Ravenna: ambulanti spostati ma solo di qualche metro

La soluzione adottata dal II Municipio non soddisfa quartiere e nemmeno maggioranza. L’assessore Casini: “Risposta immediata e condivisa, volontà è piena delocalizzazione”

Lo spostamento in via Lancisi insieme ai colleghi per anni rimasti in viale Regina Elena “impossibile” per questioni di spazio, così le bancarelle di largo e via Ravenna restano a pochi passi dalle loro vecchie postazioni: riorganizzate per rispondere alle normative e spostate di qualche metro per liberare passaggi e in un caso le uscite di sicurezza di una delle attività commerciali della zona. 

Le bancarelle di via Ravenna restano a via Ravenna

Nessuna totale rimozione del “suk” come avrebbero voluto i residenti. Colpa di “un progetto sbagliato”: quello, dicono dal Secondo Municipio, redatto sotto l’ex assessore al Commercio Andrea Alemanni, che in via Lancisi non aveva previsto le tre postazioni collocate proprio in prossimità del pronto soccorso del Policlinico Umberto I. 

“Per ovviare a questa grave mancanza,  la Giunta municipale ha deliberato immediatamente l’integrazione di queste tre postazioni che sono state definitivamente delocalizzate a luglio dello scorso anno, superando anche il ricorso proposto dagli interessati che è stato respinto dagli organi giudiziari. Questo – hanno spiegato la presidente del Municipio II, Francesca Del Bello e l’assessore al Commercio Valerio Casini - ha comportato la necessità di rielaborare un nuovo progetto per la ricollocazione delle soste di largo e via Ravenna su cui  abbiamo immediatamente avviato un percorso di confronto con le associazioni di settore e i commercianti che avesse come obiettivo la salvaguardia del decoro ma anche del lavoro degli operatori ambulanti autorizzati e delle stesse attività commerciali". 

La “delocalizzazione” dei banchi di via Ravenna

Per quattro dei sei banchi di largo e via Ravenna il trasferimento in via Livorno, via Catanzaro, viale delle Province e piazza Lotario. Due invece sono state spostate giusto qualche passo più in la: dal civico 3 al 2 di Largo Ravenna il banco fisso da 8 metri quadri, sempre all'angolo tra largo Ravenna e via Ogliastra il banco a scala da 1,6 metri quadri. Tutti dovranno occupare le nuove postazioni dal 1 febbraio, “manca solo la delibera del Dipartimento”

L’impegno “tradito” della Giunta Del Bello

Una soluzione che non soddisfa quartiere e nemmeno parte della maggioranza a supporto di Del Bello. “Pur comprendendo tutte le difficoltà del caso non sono d’accordo sulle postazioni di via Ravenna. Avevamo preso un impegno con la cittadinanza che va mantenuto, per questo bisogna trovare nuove aree idonee. Alleggerire – ha detto Guido Capraro, presidente del consiglio in Secondo – è importante ma da li i banchi devono andare via”. 

Via Ravenna: il lavoro del II Municipio sulle bancarelle

Una soluzione quella dello spostamento delle bancarelle da un civico all’altro di via Ravenna che appare dunque temporaneo e transitorio, in attesa di delocalizzazione definitiva. “Abbiamo ascoltato e accontentato tutti quanti nel rispetto delle norme vigenti. Questa è la risposta che siamo riusciti a dare nell’immediato. In viale Regina Elena ad oggi non ci sono più nemmeno gli abusivi: sistemeremo anche gli operatori di via Ravenna”. 

I residenti contro il suk di via Ravenna

Lo sperano i residenti. “Sicuramente la delocalizzazione così come deliberata è un miglioramento, ma rappresenta solo un primo passo. Bisogna sistemare tutto guardando al lungo termine” – dice Pier Michele Strappini del Comitato Decoro Urbano di piazza Bologna. L’idea lanciata è quella di creare un’area in cui concentrare tutto il commercio su strada, “una zona più protetta, garantita e ordinata”. Stop a banchi che invadono marciapiedi e oscurano vetrine. 

“E’ chiaro che il nostro impegno è quello di de localizzare al meglio tutte le postazioni di via Ravenna. C’è comunque da dire – rivendica l’assessore Casini – che dopo anni stiamo mettendo mano a qualcosa di importante e che pur essendo stato sempre sotto gli occhi di tutti nessuno aveva toccato”. 

In base ai calcoli di via Dire Daua sono oltre cento le postazioni sul territorio del Trieste Salario “messe male”, da ricollocare: “Il Comune dovrà darci una mano anche perché il problema è cittadino: si parla di spazi e postazioni ma soprattutto di lavoratori e famiglie a cui garantire un futuro”. 
 

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