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Telecamere sui palazzi per difendersi da spaccio e risse: Tiburtina punta su “videosorveglianza partecipata”

L'idea del Comitato Cittadini Stazione Tiburtina per rendere il quartiere più sicuro: "Attendiamo sì del Comune a Regolamento, poi vogliamo essere i primi"

Non solo più controlli e un progetto di riqualificazione che, dopo l’abbattimento della Tangenziale Est, possa rendere la zona più vivibile e meno degradata eliminando coni d’ombra e angoli bui destinati a bivacchi e attività illecite: Tiburtina punta anche alla “videosorveglianza partecipata” per liberarsi di spaccio, risse e parcheggiatori abusivi. 

Risse e spaccio: Tiburtina è un girone infernale

Sì perché da tempo l’area intorno alla stazione è un vero e proprio girone infernale: un angolo di città dove si incontrano disperazione e illegalità. Tra i pilastri che sostengono la sopraelevata decine di indigenti dormono su cartoni e giacigli di fortuna tra topi e sporcizia; intorno l’odore nauseabondo di piloni e intercapedini utilizzati come latrine. Intorno spacciatori, parcheggiatori abusivi e mendicanti molesti. Non rari risse ed episodi di violenza anche in pieno giorno con i residenti esasperati da quella che definiscono “una guerra tra bande”. 

Risse, bivacchi e spacciatori. Stazione Tiburtina è un girone infernale: "Qui c'è il coprifuoco"

Tiburtina vuole le telecamere

Da qui l’idea di dotarsi di video telecamere di sorveglianza. “L'idea è quella che ogni condominio installi le telecamere attorno al proprio palazzo: con due/tre ‘occhi elettronici’ per condominio si riuscirebbe a rendere la zona sicura. Nel caso aderissero tutti gli stabili avremmo un sistema completo di videosorveglianza su tutta l’area e sarebbe sicuramente un ottimo deterrente contro parcheggiatori abusivi, spacciatori e anche ‘zozzoni’.” – ha detto a RomaToday, Lorenzo Mancuso del Comitato Cittadini Stazione Tiburtina. 

Un progetto che per adesso rimane su carta. I residenti, già impegnati su preventivi e coinvolgimento di amministratori e assemblee di condominio, attendono l’approvazione del Regolamento per la videosorveglianza di Roma Capitale.

Il Regolamento per la videosorveglianza di Roma Capitale

“Il primo del Comune di Roma” – sottolinea il consigliere comunale Roberto Di Palma del M5s, primo firmatario della proposta di delibera. 

Nel documento anche un articolo dedicato alla‘videosorveglianza partecipata’: “Un provvedimento che rappresenta una novità interessante: attraverso una precisa regolamentazione i cittadini potranno installare impianti di videosorveglianza su proprietà private con inquadrature su luoghi pubblici per il controllo della città. Sarà il Comune a valutare l’interesse pubblico della richiesta che perverrà dai privati, le immagini ovviamente – sottolinea Di Palma – potranno essere visionate solo dalle forze di polizia”. Una proposta di delibera in via di perfezionamento: “Abbiamo già fatto un grande lavoro preliminare avvalendoci anche del confronto con il garante della privacy, adesso lavoriamo al superamento di alcune criticità. Ci vorrà ancora un po’ di tempo prima dell’approvazione definitiva da parte dell’Assemblea capitolina, almeno 2/3 mesi– ammette il consigliere grillino fiducioso che la ‘videosorveglianza partecipata’ possa poi rappresentare un valido deterrente a comportamenti illeciti o attività illegali.   

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Telecamere a Tiburtina: “Ci autotassiamo per sicurezza”

Così i residenti di Tiburtina attendono. Ancora e sempre più impazienti. “Appena sarà possibile vogliamo essere i primi, ecco perché ci stiamo già organizzando. Purtroppo questa zona è sempre stata dimenticata dal Campidoglio che – rileva Mancuso – ha preferito dotare di telecamere altri quadranti quando qui ne avremmo avuto un gran bisogno. Pazienza  dove non arriva il Comune, per la nostra sicurezza siamo disposti ad arrivarci noi: autotassandoci ancora una volta. Ci diano – l’esortazione di Tiburtina – almeno gli strumenti normativi per farlo”. 
 

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