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Via Alessandria nella morsa del cantiere fantasma, protestano i commercianti: "Non vogliamo sparire per una buca"

Dal 10 maggio la strada è transennata a causa di una voragine, dopo Acea deve intervenire Italgas “ma il cantiere è deserto”. I negozi tappezzano bandoni e transenne di manifesti

Da un mese e mezzo via Alessandria è ostaggio di una voragine. Residenti costretti a parcheggiare altrove, campane del vetro inutilizzabili, marciapiedi stretti tra i bandoni del cantiere così come i commercianti che più di tutti soffrono quel vero e proprio “tappo” che va dalla piazza al civico 78. 

Via Alessandria ostaggio di una voragine

Parrucchieri, bar, pizzerie tutti ingabbiati dietro transenne e reti arancioni a protezione di quella porzione di strada prima sprofondata e poi aperta per le necessarie verifiche propedeutiche al ripristino. In via Alessandria si sta così dal 10 maggio scorso. 

Al cantiere di Acea per la rimessa in sesto del sistema fognario nel tratto di via Alessandria e via Raggio Emilia dovrà precedere l’intervento di Italgas che li deve spostare le tubature. 

“L'iter tra Acea e Italgas è in fase di perfezionamento. Non appena Italgas interverrà, i lavori Acea riprenderanno e avranno la durata di 3 settimane circa" – avvisa un cartello affisso in strada. 

Intanto però “qui da un mese non si vede nessuno” – denunciano i commercianti di via Alessandria che hanno tappezzato le reti del cantiere ‘fantasma’ di cartelli. 

Protestano i commercianti: "Cantiere fantasma"

 'I commercianti non voglio sparire per una buca', 'Piscina estiva gratis, offre il Comune!', 'Ridateci la strada', ‘Una voragine silenziosa’, ‘Tranquilli, stanno pensando a come riempire la vasca idromassaggio’ – recitano i manifesti che accompagnano i pedoni per tutta la via. Anche le vetrine delle attività commerciali si “vestono” della protesta. 

Civile, ironica ma rabbiosa. Tra gli esercenti di via Alessandria la misura è colma. “E’ quasi due mesi che non riusciamo a lavorare. In base allo stesso periodo dell’anno scorso registriamo tutti perdite dal 30 al 50% sul fatturato, non è ammissibile” – racconta a RomaToday il titolare della pizzeria. 

“Il problema non è solo il cantiere ‘fantasma’, è che qui non si vede nessuno: nessuno viene a spiegarci che succede e quanto ci vorrà per ripristinare il tutto” – aggiunge un altro. 

Eppure, fanno notare gli esercenti, via Alessandria di quel quadrante è l’unica arteria che congiunge direttamente Corso d’Italia e viale Regina Margherita: “Non proprio una stradina secondaria”. 

I commercianti di via Alessandria "non voglio sparire per una buca”

“Inizio a pensare che sotto ci sia un preciso disegno politico” – sospetta qualcuno. Altri puntano il dito contro i tempi della burocrazia e il labirinto delle competenze: “Chissà in quale altro paese civile o capitale d’Europa dopo due mesi si ritroverebbero ancora così per una semplice voragine da tubature collassate” – commenta in modo amaro uno degli esercenti. 

E mentre le porte delle attività commerciali si chiudono alle spalle afa, polvere e cantiere deserto sui bandoni continuano a sventolare i cartelli della protesta: “I commercianti non voglio sparire per una buca”, il più eloquente. 
 

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