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Non c'è pace per Villa Blanc, avanzano i lavori per il campus. I residenti: "Il parco sia aperto a tutti"

Il 26 gennaio il Consiglio di Stato discuterà il ricorso dei cittadini. L'assessore Berdini: "Stiamo valutando con l'Avvocatura capitolina se è possibile procedere con l'esproprio"

Sarà per la bellezza del suo bosco, esteso per circa 4 ettari. O per l'immobile di fine '800 custodito al suo interno, capolavoro architettonico ispirato all'arte eclettica e liberty che già nel 1922 il Governo tutelò con un vincolo di interesse storico e artistico. Ancora oggi, a 40 anni dalle prime proposte di progetti di trasformazione che sollevarono la reazione di residenti e intellettuali in sua difesa, il destino di Villa Blanc fa discutere i cittadini. Situata lungo via Nomentana, all'altezza del quartiere Trieste, è da vent'anni di proprietà dell'università privata Luiss che, in forza di una convenzione con il Comune che risale al 2011, sta effettuando dei lavori di 'restauro conservativo' per trasferirci la sua Business School. 

Il Comitato che porta il suo nome sta raccogliendo le firme in difesa del bosco vincolato. “La movimentazione della vegetazione originaria ci preoccupa: temiamo che abbia modificato le specie pregiate presenti e disperso la fauna, in parte protetta” spiega a Adolfo Rinaldi, presidente del comitato. Il prossimo 26 gennaio, inoltre, è in programma un'udienza al Consiglio di Stato, ultimo passaggio di una battaglia legale nata nel 2012 con un ricorso al Tar avanzato dai cittadini e dall'associazione Italia Nostra. Un ricorso nato per contestare la procedura seguita per l'approvazione del progetto da parte del Comune di Roma e che nel 2013 venne rigettato dal Tribunale amministrativo. I cittadini si battono affinché tutta l'area verde, una volta terminati i lavori, "venga aperta al pubblico come una normale villa storica comunale". Al contrario la convenzione firmata nel 2011 tra l'amministrazione guidata da Gianni Alemanno e l'università Luiss, mette nero su bianco che i suoi cancelli saranno aperti solo la domenica, nei giorni festivi e in altri giorni di chiusura dell'università. 

A distanza di quasi vent'anni dall'acquisto per 6 miliardi e mezzo di lire, avvenuto nel 1997, l'università promossa da Confindustria sta ultimando i lavori di 'restauro conservativo' della villa dove verrà trasferita la Business School (l'annuncio era stato dato per il 9 gennaio). Le attività di riqualificazione dell'intero complesso, avviate nel 2000, sono ancora in corso. “L’iter di recupero e valorizzazione dell’area riguarda 7 edifici, 3 serre, quasi 4 ettari di parco” spiega l'università, contattata da Romatoday. E “l'antico giardino” verrà recuperato “così come realizzato dall’architetto Boni sul progetto originario” specifica. “Una volta completati i lavori una parte verrà destinata in modo permanente ad uso pubblico, fruibile 365 giorni all'anno. Lo stesso parco sarà aperto al pubblico tutte le domeniche, i giorni festivi e i periodi di chiusura, per un totale di oltre 100 giornate l'anno”. Nella convenzione, inoltre, si legge che la Luiss “si è dichiarata disponibile ad aprire il complesso ad iniziative culturali e ricreative per la cittadinanza oltre che accordare particolari agevolazioni richieste in favore dei residenti del municipio III (oggi II, ndr) che intendessero frequentare i propri corsi”.

Dei circa 40 mila metri quadrati di parco, la parte destinata a restare 'sempre aperta' al pubblico si estende per 4.300 metri quadrati, nei pressi di uno degli 8 parcheggi che dovrebbero essere realizzati all'interno della villa. Oggi è ancora un cantiere ma quando verrà ultimata diventerà un'area attrezzata per bambini, separata con una recinzione dal resto dell'area verde. Sarà accessibile da Piazza Giovanni Winckelmann, nei pressi di un istituto compensivo frequentato da quasi 1500 studenti. 

Il Comitato Villa Blanc, che dal 2001 rivendica l'uso pubblico del parco e negli anni scorsi raccolse oltre 6mila firme a sostegno di questa battaglia, si appella alle norme del Piano regolatore. “Il Prg di Roma destina quest'area a 'verde pubblico e servizi pubblici locali'. Questo per noi indica che dev'essere garantito l'utilizzo pubblico del parco” racconta Rinaldi. “In quanto alla parte dei 'servizi', le norme attuative del piano prevedono una destinazione scolastica ma  'di base' e non certo universitaria” spiega ancora Rinaldi. 

Il 2 novembre 2011, nella memoria di Giunta preliminare alla convenzione, che porta solo la firma dell'allora assessore all'Urbanistica, Marco Corsini, Roma Capitale riconosce la Luiss, "in quanto università privata legalmente riconosciuta", quale ente "istituzionalmente competente alla gestione di tali servizi". Un punto che ha portato lo stesso Corsini, si legge nel documento, a scartare l'ipotesi dell'esproprio, così come richiesto dall'allora Municipio III. Si legge ancora nella memoria di Giunta: "Il ricordato art. 83 delle norme attuative del Piano Regolatore consente l'utilizzo dell'esproprio quanto l'area non sia già di proprietà di enti pubblici o comunque di enti istituzionalmente preposti". Per l'allora amministrazione comunale, nel caso dell'università Luiss "lo strumento espropriativo non sarebbe utilmente esperibile data la natura giuridica del soggetto proprietario". 

Un punto contestato dal comitato cittadino che potrebbe essere riaperto dall'attuale amministrazione capitolina guidata da Virginia Raggi. Il 'dossier Villa Blanc' è infatti sul tavolo dell'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini che, negli anni scorsi, è sempre stato in prima linea per la difesa dell'uso pubblico della Villa. "Sto valutando con l'Avvocatura capitolina se è possibile procedere all'esproprio" ha spiegato contattato telefonicamente da Romatoday. 

Della questione, negli anni scorsi, se ne è occupato anche il Consiglio comunale capitolino. A pochi mesi dall'elezione a sindaco di Ignazio Marino, il 29 ottobre del 2013, è stata approvata una mozione che impegnava il primo cittadino e la giunta “a procedere alla verifica dell'autorizzazione rilasciata alla Luiss” per lavori di restauro conservativo, a detta dei consiglieri, “finalizzati ad usi diversi da quelli previsti dal Piano Regolatore Generale”. Non solo. Il Consiglio chiedeva inoltre di “procedere alla revisione della convenzione” e di attivarsi per “assicurare l'apertura della Villa al pubblico dall'alba al tramonto tutti i giorni garantendo la piena fruizione pubblica della Villa” e “con la possibilità di realizzare al suo interno attività compatibili con la fruizione pubblica del complesso, quali ad esempio asili nido, biblioteche e centri anziani” come previsto dal Prg. Qualche giorno prima, il 3 ottobre 2013, il municipio II (ex II e III), aveva votato una mozione simile. Marino scrisse alla Luiss nel tentativo di dare via ad un tavolo di confronto tra l'amministrazione pubblica, l'università e i cittadini. Ma quel tavolo non si tenne mai. 

Conclude Rinaldi: "Vorrei precisare che la nostra non è una battaglia contro la Luiss” conclude il presidente del comitato. “Allo stesso tempo però crediamo che il parco debba essere fruibile con le stesse modalità e gli stessi orari delle altre ville comunali”.

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Commenti (6)

  • I lavori sono andati avanti il Consiglio di Stato ha dato ancora ragione alla LUISS, il verde è ridotto al lumicino, i parcheggi avanzano e basta il temporale intenso di questa mattina per creare i danni che sono documentati alla pagina http://www.villablanc.it/quellochenonsivede/ mancando la vegetazione e con i viali interni l'acqua ruscella e dilaga con gli effetti che abbiamo riportato

  • Una occasione mancata per recuperare un gioiello urbanistico che non è mai, checché se ne dica, stato un cadavere urbanistico o ambientale, anzi tutt'altro vista la fauna e la flora che la caratterizzava e che ora vedremo forse in cartolina. Speriamo che il Consiglio di Stato domani faccia chiarezza, obbligando la proprietà ad un ripristino rapido di quanto abbattuto nel rispetto del diritto dei cittadini al panorama consolidato.

  • Avatar anonimo di hellofriends
    hellofriends

    Esproprio o meno, il cadavere urbanistico come lo chiama lei, non ha più quella unicità ideata da Giacomo Boni e Francesco Mora a fine Ottocento. Poteva essere una grande occasione di recupero, è stato invece uno spettacolo sconcertante fra gravi errori politici e orrori di progettazione ambientale, una piccola grande storia Italiana come già scriveva Ronchey. Ma in fondo per alcuni Villa Blanc era un simbolo di un certo vecchio potere e doveva tornare ad esserlo prima o poi, senza fretta. Spero che il Consiglio di Stato faccia chiarezza sul serio e che si apra un capitolo nuovo, in cui anche altre ville della zona, anche pubbliche come villa Leopardi e villa Mirafiori, possano tornare ad essere davvero accessibili a tutti.

    • Hellofriends torna a colpire!

  • Avatar anonimo di Carlo
    Carlo

    ma quale esproprio... ma che siamo a Cuba? Anzi manco più a Cuba per fortuna! Un parco recuperato con soldi privati, aperto per alcuni giorni all'anno a tutti... ma piuttosto, grazie alla Luiss per aver liberato il quartiere da un cadavere urbanistico.

    • Certo e soprattutto menomale che ci sono soldi privati!.... Guardate come è ridotto a pochi passi di distanza parco Nemorense.....un cadavere.Sciatto e malridotto. Appeso solo a qualche iniziativa di quartiere. Purtroppo non abbiamo il senso civico necessario per il rispetto di luoghi pregiati e delicati come questi.

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