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Villa Massimo e i lavori della discordia: tutti contro gestore e municipio

Botta e risposta fra cittadini e gestore con cui si schiera il municipio. "E' l'ennesimo abuso"; "E' Tutto in regola: qui prima terra di nessuno"

Continua a fare discutere la situazione di "Villa Massimo". I lavori di ripiantumazione e di riqualifica dell'aria verde, cominciati oggi, continuano a creare scontento nei cittadini del III Municipio, che si sono organizzati in un comitato per opporsi alle operazioni. Le polemiche partono, però, da molto lontano.

IL PATTO - Tredici anni fa, il Comune di Roma indice un bando per assegnare la gestione del parco di via di Villa Massimo. La gara è divisa in due specifiche diverse: la prima riguarda la creazione di un "punto verde di qualità e per l'infanzia", la seconda la costruzione di un punto di ristoro. A vincere il bando sono due imprenditori che in cambio dello "sfruttamento economico della zona e dell'occupazione del suolo pubblico" si impegnano a "riqualificare l'area verde", come da accordi con il Comune. 

LA "SVOLTA" - Due anni fa la gestione del parco è passata totalmente nelle mani di Luigi Miglietta, tramite la società DAFI. L'imprenditore, che si era già aggiudicato il punto ristoro al primo bando, decide di rifare totalmente il parco e presenta il progetto al III Municipio e al Comune di Roma. Dopo due anni di polemiche e di tira e molla, le proposte sono state accettate il 7 gennaio, e oggi sono partiti i lavori con le conseguenti polemiche.

LA RISPOSTA - La replica del gestore del parco non si è fatta attendere. "Sto riqualificando l'intera aria a mie spese - ha detto Luigi Miglietta - e posso sfruttarla economicamente, come prevede il bando che ho vinto nel 2000. Se non ci fossi io, questa sarebbe terra di nessuno". A tal proposito si è espresso anche il direttore dei lavori, Luca Bertagni: "Abbiamo fatto le cose nella maniera più limpida possibile, presentando il progetto a 3 conferenze di servizio e ottenendo, l'ultima volta, dieci giudizi positivi". In conclusione, il progettista ci tiene a tranquillizzare i cittadini: "Il parco sarà restituito al pubblico com'era finora, semplicemente migliorato e rinnovato". 

LA PROTESTA - I cittadini, però, non ci stanno. "Giù le mani da Villa Massimo". E' questa, in estrema sintesi, la richiesta del comitato di cittadini che risponde con un secco no ai lavori nel parco pubblico.  I cittadini contestano, inoltre, al Servizio Giardini del Comune di non difendere lo spazio verde pubblico, "avendo permesso che 43 pini fossero tagliati". "Con la scusa degli alberi - denuncia il comitato - si costruiranno altre aree a pagamento, tra cui un asilo privato a tempo e uno spazio multifunzionale. Questo è l'ennesimo abuso del Servizio Giardini del Comune". E la protesta continua.

IL MUNICIPIO - Presenti ai lavori anche esponenti pubblici del III Municipio. Francesca del Bello, consigliera Pd e vicepresidente del municipio, ci tiene a precisare che tutto è stato fatto in norma. "I cittadini possono stare tranquilli - ha chiarito - il parco è e resterà pubblico. Il Signor Miglietta sta operando rispettando la legge ed ha ottenuto tutti i permessi". Anche le giostre saranno sostituite, rispettando criteri estetici ed educativi. "Le attività ludiche che verranno installate in quest'aria - ha detto Dario Marcucci, presidente del III Municipio e presente ai lavori - sono tutte state presentato all'ultimo Festival dell'Architettura a Roma dove hanno ottenuto riscontri molto positivi". 

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