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Villa Massimo chiusa da cinque anni: cittadini preoccupati per ulteriore slittamento

Il Consiglio di Stato conferma l'annullamento della vecchia concessione

Una buona notizia ed una meno buona per i cittadini che chiedono la riapertura di Villa Massimo. E' stata infatti pubblicata la sentenza del Consiglio di Stato, con cui si rigetta il ricorso del vecchio concessionario. La strada che porta alla riapertura dei cancelli si fa in discesa. Ma c'è anche, e questa è la notizia meno buona, l'intenzione di contestare il progetto di ripristino dei luoghi. Una possibilità che porterebbe ad un ulteriore slittamento dei tempi di apertura.

Villa Massimo negli ultimi anni

Comune e Municipio II nel 2017 avevano provato a mettere la parola fine ad una vicenda che affonda le sue radici nel 2001. E' quella la data a cui risale la concessione dei circa settemila metri quadrati. I cancelli rimangono chiusi invece da quasi cinque anni. Niente aree giochi per i bambini ed addio alla quiete garantita ai residenti dalla pineta. Alcuni alberi sono anche stati tagliati ed in generale la manutenzione del verde è progressivamente venuta meno. Nel 2014 la decisione del comune di annullare la concessione, peraltro confermata dalla recente sentenza, è servita solo a congelare un provvedimento. Dal punto di vista dei cittadini, si è perso del tempo.

Allo stato attuale 

"Deve essere convocata una nuova conferenza di servizi per ottenere le necessarie autorizzazioni e procedere alla stipula di una nuova concessione per l'affidamento e la gestione del parco" commenta la sentena il Comitato Riapriamo Villa Massimo. Secondo questi cittadini  non c' è  più tempo da perdere. "Il provvedimento del Comune di annullamento, se non seguito a stretto giro da una serie di provvedimenti utili a ripristinare il bene e ad affidarlo in gestione, è servito solo a congelare la situazione per oltre tre anni".

L'opposizione al progetto del Municipio

C'è la possibilità di andare incontro ad un altro slittamento. Sinistra italiana e, nella Capitale, i suoi referenti Fassina (Comune) e Seddaiu (Municipio II) chiedono di rivedere il progetto di riapertura. Una decisione che era nell'aria, visto che lo stesso Fassina aveva recentemente depositato un'interrogazione al Mibact. Era servita per esprimere  forti perplessità su "l'autorizzazione concessa dalla Soprintendenza archeologica di Roma per il progetto di ripristino e restauro dei giardini di Villa Massimo elaborato dal Municipio di Roma II. Secondo Fassina "tale progetto presenta profili di dubbia legittimità sul piano del rispetto dei vincoli paesaggistici e architettonici".

Le critiche a Fassina

La posizione di Sinistra Italiana è stata apertamente contestata dal comitato che punta sulla riapertura della villa. "Niente da fare, è più forte di loro" hanno commentato sulla pagina facebook. "Questa riapertura proprio non la vogliono. Anche adesso che potrebbe essere finalmente alle porte, non rinunciano all'ultimo colpo di coda".  I cancelli intanto restano chiusi. Difficile prevedere ancora per quanto.

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