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Ex cinema Palazzo, la società: "A tutta birra con l'amianto sulla testa"

Conferenza stampa della Comene Spa: le ragioni della società che ha preso in affitto i locali occupati

Dallo scorso 15 aprile è in mano agli attivisti di Action che, appoggiati dagli abitanti del quartiere e dalla voce di Sabina Guzzanti, lo hanno occupato per scongiurarne la trasformazione in un casinò. Stiamo parlando dell'ex cinema Palazzo di piazza Sanniti, nel quartiere di San Lorenzo, luogo storico di cultura che, da noto cinema agli inizi del '900, si è trasformato prima in accademia del biliardo e poi in sala bingo. Al momento l'edificio è in locazione alla Camene Spa, società privata che sta provvedendo a ristrutturarlo per dare vita a uno spazio polifunzionale con tanto di salagiochi, progetto che gli occupanti dell'ex cinema-teatro stanno osteggiando con ogni mezzo possibile. Due le parti in lotta e due le versioni difese a spada tratta dai contendenti. L'accusa reciproca è la stessa: agire illegalmente. La società Camene Spa ha indetto una conferenza stampa per illustrare nel dettaglio la sua posizione e ribadire le accuse mosse agli attivisti della Sala Arrigoni che, a detta dei vertici, "non solo stanno occupando una proprietà privata ma stanno espropriando un cantiere che non è in sicurezza".  

LE ACCUSE -  "Un cantiere occupato abusivamente dove vengono venduti alcolici e dove si proiettano film, anche alla presenza di minori, con l'amianto sulla testa degli avventori". Si apre così il video presentato durante la conferenza da Nicola Sgarra, rappresentante della società: una serie di riprese della durata di 3 minuti in cui gli occupanti vengono mostrati intenti a vendere birre e vino durante una festa organizzata all'interno dei locali o a proiettare film alla presenza di registi e attori. Le immagini agitano l'atmosfera e dal fondo della sala si levano frasi del tipo "vendere birra sarebbe un reato?", o ancora "avete trovato qualcuno di Al Qaeda?", "e le riprese come le avete fatte?".

A calmierare gli animi ci pensa Daniele Capezzone del Pdl, tra gli invitati alla conferenza, che esordisce: "Che cosa dovrebbe fare un imprenditore, che crede nelle regole e che, con il suo progetto, crea posti di lavoro, di fronte all'occupazione indebita del locale di sua proprietà?" e sottolinea "la totale indifendibilità del gesto degli occupanti". "Nonostante il mio assoluto rispetto per ogni espressione culturale - aggiunge - non si possono tollerare nè la prevaricazione nè la violenza". Il deputato pidiellino non fa in tempo a concludere il suo intervento e dal ruolo di paciere passa a quello di duellante. Irrompe infatti in sala la madrina dell'occupazione di piazza Sanniti Sabina Guzzanti che ha, a suo modo, preso la parola e tentato di dare, in un botta e risposta decisamente acceso con Capezzone, la sua versione dei fatti.

IL VIDEO: Capezzone vs. Guzzanti

CAMENE SPA - Una serie di documenti forniti alla stampa dalla stessa Camene attestano l'effettiva proprietà privata dello stabile e le manovre messe in atto dalla società per la partenza del progetto. Dal 1 gennaio 2011, infatti, decorre il "contratto di locazione d'immobile ad uso diverso dall'abitativo" tra Area Domus s.r.l., locatrice, e la Camene Spa, conduttrice, della durata di 6 anni. A questo si aggiunge, sul piano della sicurezza, il "parere di conformità antincendio" sottoposto ai vigili del fuoco e la "richiesta d'urgenza" alla Asl per lo smaltimento dell'eternit presente da anni all'interno del locale. Sul piano della progettazione degli eventi invece, una scrittura privata, datata 31 marzo 2011, attesta l'accordo della Camene Spa, che "mette a disposizione il solo piano terreno dell'unità immobiliare" con l'Associazione Culturale Cicero, che la "utilizzerà per conferenze, spettacoli di intrattenimento culturale e percorsi espositivi". Al secondo piano invece dovrebbero trovare spazio una serie di slot machine. Questo l'iter procedurale seguito e bruscamente interrotto il 15 aprile scorso quando gli occupanti, come raccontato da Nicola Sgarra della Camene Spa, "hanno allontanato con la forza gli operai, presenti nei locali per i lavori di ristrutturazione, e hanno preso possesso della sala".
 
DENUNCE - Del 18 aprile è la denuncia per "occupazione abusiva di immobile" presentata dalla Camene Spa alla Procura della Repubblica e del 15 maggio l'archiviazione da parte del Pubblico Ministero Maria Anna Cordova in quanto "si è trattato di un'introduzione momentanea tendente ad esprimere il dissenso dalla destinazione dell'ex cinema a sala giochi" e non di un'occupazione. Un ulteriore esposto al Prefetto di Roma, "con richiesta di intervento immediato", è del 27 maggio. A chiudere l'iter l'interrogazione parlamentare presentata dal deputato Pdl Francesco Aracri al Ministro dell'Interno. Nonostante le iniziative prese, conclude Sgarra, "sembra che a nessuno importi niente, anzi, sembra quasi che ci sia una qualche complicità tra occupanti e amministrazione". Come è possibile, infatti, si chiede Sgarra, "che l'Acea abbia fornito l'illuminazione agli attivisti senza un contratto regolare di locazione?".

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Le due parti si fronteggiano a colpi di leggi e normative infrante. Da un lato la società che ha affittato l'immobile che rivendica il diritto di portare in fondo il progetto per cui paga 15000 euro di affitto al mese e denuncia un'occupazione abusiva e fatta senza tener conto delle norme sulla sicurezza. Dall'altro però anche gli occupanti dicono la loro e rivendicano il gesto come legittimo vista la presunta illegalità che, secondo loro, starebbe a monte dell'intero progetto e della società stessa. 

LE RAGIONI DEGLI OCCUPANTI

 

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