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Da quartiere paese a Bronx: a San Lorenzo "non si vive più"

Parla Marilena, del comitato di via degli Ausoni. Commenta quanto accaduto questo fine settimana: "San Lorenzo sta diventando una piazza di spaccio sempre più estesa. Come l'episodio della rissa ce ne sono stati tanti negli ultimi mesi"

Fiumi di birra svenduti a pochi centesimi fino alle cinque del mattino, tappeti di vetri sui marciapiedi e pozze di vomito tra i secchioni a dare il buongiorno ai residenti, sempre che abbiano dormito. Da quartiere di botteghe a inferno di movida, San Lorenzo si fa sempre più invivibile. 

La punta di un iceberg fatto di violenze, droga e degrado urbano l'abbiamo vista questo fine settimana. Episodi che fanno vergognare chi del suo quartiere va tanto fiero: lanci di sassi e bottiglie a un centro sociale e spacciatori 'pestati' a sangue nel cuore del quartiere, piazza dell'Immacolata. 

"Abito qui da anni, mi piaceva perché era un quartiere-paese, oggi è il bronx". A parlare è Marilena, del comitato di via degli Ausoni, nato da poco per denunciare le serate deliranti che si consumano tutti i weekend sulla via. "Noi non dormiamo più, e lo abbiamo detto in diverse occasioni. Ma il problema non è certo solo qui". 

Le strade sono letteralmente assediate dai nottambuli che bevono alcol trascinandosi sui marciapiedi, ubriachi fino all'alba. C'è quello e c'è lo spaccio, che oggi sembra davvero essersi impadronito del quartiere. "Nessuno del comitato ha visto niente di quanto accaduto sabato e venerdì in piazza dell'Immacolata, ma siamo ben coscienti del fatto che San Lorenzo sta diventando una piazza sempre più ambita per lo spaccio di tutta la città. Lo spaccio c'è sempre stato, ma era limitato". 

Oggi invece è fuori controllo. Qualche settimana fa due poliziotti hanno fermato un pusher ventenne e sono stati aggrediti da un gruppo di romani che lo difendevano. Sono stati costretti a sparare dei colpi in aria per disperdere la folla. Scene di ordinaria follia. Il numero di forze dell'ordine, precisano anche dal comitato, è aumentato, ma non abbastanza per arginare il caos.

"Vogliamo sottolineare - continua Marilena - che il numero di carabinieri è assolutamente più alto, ce ne accorgiamo che sono in numero maggiore rispetto al passato". Ma evidentemente non è sufficiente, anche perché il problema degrado e vita notturna che degenera in simil 'guerriglia' nasce, forse, altrove. 

"Non è solo una questione di repressione". Dell'iceberg vediamo la punta, ma sotto, invisibile agli occhi di chi non vive il quartiere, c'è ben altro. Regolamentazione dell'attività commerciale, tanto per dirne una. Licenze irregolari o inesistenti, nessun limite di orario -grazie al decreto Monti del 2011- proliferare di market e simili che hanno scalzato quasi del tutto le attività artigiane. Poi c'è il mercato degli affitti, alle stelle e accessibile solo a studenti, accanto agli anziani del quartiere costretti a lasciare la casa di una vita perché i canoni sono fuori dalle loro possibilità. 

"Non siamo contrari al divertimento di sera, ma che il quartiere non sia solo questo, non solo movida becera. Perché non pensare a far vivere il quartiere anche di giorno? Ci sono tante associazioni che hanno idee e proposte da fare, ascoltiamole" continua Marilena dal comitato di via degli Ausoni. "Quel che serve davvero, oltre all'intervento d'emergenza, è una riprogettazione urbana del quartiere". 

E, perché no, un bel controllo a tappeto sulle licenze. "Voi non avete idea di quanti piccoli negozietti che vendono birra fino alle sei del mattino lo fanno senza autorizzazioni. Perché i vigili urbani non vengono a controllare?". Se infatti il comitato ci tiene a lodare l'operato dei Carabinieri, non fa altrettanto con gli agenti della polizia municipale. "Non ci sono mai, e invece, anche per loro, qui c'è un bel da fare".  

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