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Locali chiusi all'una di notte e niente 'vetro': ordinanza in arrivo per San Lorenzo e piazza Bologna

Tra le aree coinvolte anche la stazione Tiburtina

Chiusura anticipata all'una di notte e divieto di vendita di alcolici in bottiglie di vetro. Per arginare la movida del II municipio, che sempre più spesso si guadagna uno spazio sulle pagine della cronaca romana, tra giardinetti coperti di tappeti di bottiglie e continue denunce di residenti insonni, arriverà presto un'ordinanza. La presidente del II municipio, Francesca Del Bello, è pronta a firmare un provvedimento che dovrebbe essere sul tavolo della minisindaca entro un mese. 

Interesserà due quartieri che, nel primo ormai da tempo, nel secondo solo più recentemente, stanno facendo i conti con il fenomeno della 'movida': San Lorenzo e piazza Bologna. Entrambi quartieri vicini all'università, dove gli effetti dell'attività di decine di locali e attività commerciali, soprattutto quelle che somministrano alcolici, attirano un'alta concentrazione di persone con conseguenti raduni 'rumorosi' di persone sui marciapiedi e per le strade fino a tarda notte, alta produzione di rifiuti e sosta 'selvaggia'. Non sono mancati anche atti di vandalismo.

Le aree coinvolte sono quindi quelle di San Lorenzo, da porta Tiburtina a piazzale del Verano, e quella di piazza Bologna, il raggio di strade che parte dalla piazza con l'aggiunta di viale Ippocrate. Nella mappa delle zone interessate dal provvedimento potrebbe rientrare anche il piazzale antistante la stazione Tiburtina. Qui, più che la movida notturna, la denuncia riguarda il consumo di alcolici durante il giorno motivo per cui si potrebbe arrivare a vietare la vendita di birre e bottiglie di vino in orario diurno. 

La situazione è all'ordine del giorno negli uffici di via Dire Daua da tempo. Almeno dal 5 aprile di un anno fa, quando il consiglio del II municipio ha approvato una mozione in cui si chiedeva alla presidente di utilizzare "con la massima urgenza" tutti i mezzi e gli strumenti a disposizione. "I residenti hanno prodotto decine di esposti e consegnato petizioni" racconta Del Bello. "La polizia locale ha comminato centinaia di verbali per divieto di sosta. Si sono susseguiti nel tempo i controlli della guardia di finanza, dei carabinieri e della polizia locale. Ma per contrastare questa situazione abbiamo bisogno anche dello strumento dell'ordinanza"

Il provvedimento è stato al centro di numerosi incontri tra la presidente del municipio, le forze dell'ordine, il Campidoglio e la Prefettura. Da superare non solo l'ostacolo dei possibili ricorsi ma anche quello delle competenze. Emanare le ordinanze è un compito che spetta al sindaco, non ad una presidente di municipio. "Un provvedimento emesso dalla sindaca sarebbe stato valido per tutta la città, come l'ordinanza anti-alcol emessa nei mesi estivi. Questo è un intervento mirato per determinate zone del territorio" ha spiegato Del Bello. 

Lo strumento è il cosiddetto decreto Minniti "che riconosce lo schiamazzo notturno come elemento di disagio che può sfociare in forme di intolleranza sociale". Il decreto, inoltre, "dà maggiori poteri ai sindaci come rappresentanti della comunità locale. In accordo con la prefettura sarò io ad emettere questa ordinanza". In settimana ci sarà un altro incontro con la polizia locale, i carabinieri e il commissariato di zona. 

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