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San Lorenzo, le battaglie dei cittadini e la mappa di quel verde 'chiuso' che oggi serve "alla salute e alla felicità"

I cittadini hanno scritto una lettera alla sindaca Raggi e alla presidente del II municipio Del Bello con i rispettivi assessori competenti

Una 'colazione resistente' in difesa del Parco dei Galli (7 luglio 2016 - Foto Facebook Libera Repubblica di San Lorenzo)

I cittadini di San Lorenzo lo hanno sempre saputo e rivendicato: “Lo spazio pubblico è indispensabile alla vita dei cittadini”. E adesso “che lentamente gli abitanti sono tornati a uscire dalle loro case la mancanza di spazi pubblici, di giardini e parchi è apparsa in tutta la sua gravità”. Se con la Fase 2 gli occhi di media e amministratori si sono concentrati sulla riapertura di negozi, ristoranti e parrucchieri molta meno attenzione è stata posta alla necessità di cura e alle possibilità di utilizzo degli spazi pubblici all’aperto dove stare con maggior sicurezza, soprattutto per bambini e adolescenti. Ci hanno pensato però le realtà associative, comitati e centri sociali di San Lorenzo alle quali è bastato ripartire dalla geografia delle proprie vertenze per disegnare la mappa di quegli spazi negati la cui possibilità di utilizzo è diventata ancor più essenziale per progettare la propria vita nel quartiere ai tempi della convivenza con il Coronavirus.

Dal Parco dei Caduti, da contendere con i proprietari dei cani, alle aree parzialmente chiuse o solo promessi come Villa Mercede e via de Lollis, passando per battaglie storiche come il Parco dei Galli e la Particella 26, fino ad arrivare al potenziale dello spazio di largo Settimio Passamonti e dei giardini del Verano o alle ‘valorizzazioni’ avvenute come nel caso dell’ex Dogana o in via di progettazione come per l’area di via dei Lucani.

Con l’obiettivo di “aprire” il verde pubblico di San Lorenzo un lungo elenco di realtà del quartiere universitario hanno scritto e inviato una lettera alle istituzioni, dalla presidente del II municipio, Francesca Del Bello, e rispettivi assessori municipali competenti in verde pubblico, partecipazione e politiche sociali, fino alla sindaca Virginia Raggi e agli assessori al Verde, Laura Fiorini, e all’Urbanistica, Luca Montuori. “Di fronte al contagio pandemico che il mondo intero si trova ad affrontare”, si legge nella lettera, “appare evidente come il significato di alcune parole vada capovolto. Valorizzazione è una di quelle. I cittadini di San Lorenzo insieme alle popolazioni di tutto il mondo chiedono che la qualità delle loro vite diventi il metro di misura del valore da attribuire alle scelte di trasformazione urbana”. La lettera è stata firmata dalla Libera Repubblica di San Lorenzo e dalla rete di quartiere che va dall’Anpi e Sinistra Italiana ai comitati cittadini, dall’Atletico San Lorenzo ai centri sociali Communia, Esc e Cinema Palazzo passando per il Grande Cocomero e la Gru – Germogli di rinascita urbana.

“Quello che abbiamo sempre avuto chiaro nel nostro impegno nel quartiere è che la sostenibilità ambientale e quella sociale sono inscindibili”, spiega Gigigliola Cultrera della Libera Repubblica di San Lorenzo. “Questa lettera nasce dalla necessità di farsi carico soprattutto dei residenti più fragili come i bambini per i quali l’attività fisica all’aperto non è un’optional ma fa parte della crescita. Così siamo ripartiti dalle nostre storiche rivendicazioni per mostrare quanti sono gli spazi inutilizzati o sottoutilizzati e che invece potrebbero essere adeguati”.

Il Parco dei Caduti, si legge nella lettera, “ha la parte dei giochi interdetta. I bambini e le bambine che vorranno passeggiare e giocare nella parte rimasta la dovranno contendere ai cani?”. Il muro di Villa Mercede, “crollato su via dei Marrucini a dicembre 2018, non è stato ancora ricostruito, la villa è solo parzialmente fruibile e l’area giochi è transennata”. C’è poi il “tanto attesoParco di via De Lollis, “una piccola area dove sono stati ritrovati importanti resti archeologici”, che sarebbe dovuto sorgere al posto di un parcheggio multipiano. L’annuncio risale al 2015 ma, scrivono i cittadini, “è ancora lontano dal vedere la luce, nonostante sia stato predisposto un progetto presentato al quartiere e a lungo discusso in un processo largamente partecipato”. Accanto a quell’area “ce n’è un’altra di proprietà pubblica, conosciuta come l’area dei Marmisti che è stata a lungo abbandonata, adesso è stata sistemata dal fornaio e questo sembra preludere ad una organizzazione per fornire somministrazione all’aperto”.

Centrali sono anche due storiche battaglie degli abitanti del quartiere: il Parco dei Galli e la Particella 26. Il primo è un piccolo fazzoletto di verde raggiungibile da via dei Piceni. L’area è stata curata e gestita per una decina di anni dai cittadini, l’unico “rettangolo di verde, dove portare i bambini a giocare con i giochi donati dalla Provincia o sedersi a leggere, fra le piante che, mano a mano erano state messe a dimora”, scrivono. Una “minuscola parte di quel minuscolo spazio era di proprietà privata”. Ne è nato un contenzioso tra il proprietario, che proprio lì possiede una serie di fabbricati, e l’amministrazione che, però, non ha mai proceduto con l’esproprio. Risultato: il parco è stato dimezzato e quella parte è tornata al proprietario. Oggi quell’area, ancora più piccola, è chiusa da un cancello e con l’erba incolta.

La Particella 26, di proprietà comunale, non è molto distante. Il proprietario della piccola porzione di Parco dei Galli l’aveva chiesto in cambio dell’altra area verde. Sulla carta è pubblica ma ugualmente irraggiungibile. “Questo pezzo di verde abbandonato è reso inaccessibile dal cancello che lo stesso proprietario della porzione del parco dei Galli ha installato, autorizzato non si sa perché dal Municipio e di fatto privatizzando una strada”, scrivono ancora nella lettera. “I cittadini da molto tempo si battono per rendere fruibile quel terreno per ospitare i giardini didattici che le scuole del quartiere hanno progettato”. E anche oggi, tra distanziamento fisico e fame di aria aperta, potrebbe risultare essenziale. Invece, oltre a non poterci passare il proprio tempo, alcuni residenti stanno affrontando il processo seguito delle denunce dell’azione simbolica messa in campo per i festeggiamenti del 25 aprile 2017 quando “famiglie e persone di tutte le età hanno deciso di liberare simbolicamente quello spazio pubblico entrando e piantando un ulivo”.

La mappa del verde negato del quartiere passa poi all’area pubblica di largo Settimio Passamonti a ridosso della tangenziale. “In parte utilizzata come parcheggio per le vetture e occupata da roulottes dei senza casa lungo tutta la recinzione del Verano. In parte viene utilizzata attraverso una sorta di autogestione da un gruppo informale di ragazzi amanti del basket. L’estate Romana ha poi assegnato a privati il servizio bar e l’intrattenimento serale. Anche per questo sito sono stati fatti progetti e ipotizzate soluzioni per renderlo fruibile alla popolazione, ma nulla per i bambini e le bambine del quartiere”.

Nell’elenco anche i giardini del Verano che “in estate si trasformano in spazio attrezzato, prevedendo in parte giochi per adolescenti e adulti ed un’area molto limitata per i più piccoli, con una commistione tra ‘consumo’ e ‘uso libero’ che è stata apprezzata e frequentata”. Continua la lettera: “Che il ruolo di ‘consumatori’ sia quello più proposto dall’amministrazione trova riscontro anche nell’area pubblica concessa ai Cavalieri di Colombo (che la danno a loro volta in gestione). L’area più vasta del quartiere, dove si affittano i campi da gioco lasciando inutilizzati gli spazi aperti e a verde tutto intorno”.

I cittadini di San Lorenzo non smettono di immaginare nemmeno l’uso che si potrebbe o che si sarebbe potuto fare degli spazi pubblici di una porzione di quartiere come l’area di via dei Lucani e l’ex Dogana. La prima è in buona parte privata ma presenta anche uno spazio pubblico. Da ormai qualche mese l’amministrazione ha lanciato un bando per raccogliere proposte per rigenerarla ma nel frattempo anche l’area pubblica resta “inaccessibile”, sottolineano i cittadini. “Così come sono inaccessibili le aree dell’Ex-Dogana, che erano pubbliche, ma sono state cedute a Cassa Depositi e Prestiti affinché fossero valorizzate. Ancora una volta la valorizzazione che noi chiediamo è passata in secondo piano rispetto alla valorizzazione economica”.

Per Rossella Marchini, architetta e tra gli animatori della Libera Repubblica di San Lorenzo “dopo anni di battaglie dei cittadini per la riapertura di questi spazi verdi, oggi tutti privatizzati o inaccessibili, è arrivato il momento di renderli pubblici davvero”.

La lettera “è solo il primo passaggio”, commenta infine Gigliola Cultrera. “Partiamo dall’uso degli spazi verdi ma abbiamo intenzione di immaginare anche l’uso che potremmo fare di piazze e strade. Uno degli elementi di criticità del territorio sono proprio gli interventi senza visione di insieme. Chiederemo all’amministrazione di non pianificare sull’onda dell’emergenza ma di progettare nel lungo periodo”. 

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Qui tutte le realtà firmatarie della lettera:
La Libera Repubblica di San Lorenzo – Rete di quartiere:
ANPI sez. San Lorenzo, Atletico San Lorenzo, Comitato Dalmati-Marrucini-Vestini, Comitato per il Progetto Urbano San Lorenzo e la salvaguardia del territorio, Civico San Lorenzo, Comitato via dei Piceni Strada Aperta, Communia, E.S.C., Germogli di Rinascita Urbana - La GRU, Grande Cocomero, Nuovo Cinema Palazzo, Sinistra Italiana.

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