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Guerra sul muro di Porta Maggiore: Retake cancella, i centri sociali rispondono

La scritta "Né pubblico, Né privato, comune" che campeggiava dal 13 dicembre 2014 è stata cancellata dai volontari di WakeUp Roma sabato scorso. Con un blitz degli attivisti è stata riscritta

Retake contro Re-commoning. Paladini del decoro urbano contro attivisti degli spazi sociali, e comuni, della Capitale. Due diverse idee di città, la stessa al centro della azioni di entrambi, che in questi giorni si sono ritrovate a combattere sul muro di Porta Maggiore una vera e propria battaglia. Sabato scorso infatti la scritta  “Né pubblico, né privato: comune” che campeggiava fin dal 13 dicembre del 2014 all'ingresso del quartiere San Lorenzo, sul muro della ferrovia di Porta Maggiore, è stata cancellata. Ripulita, direbbero i volontari dei comitati retake che sabato hanno dato vita all'iniziativa WakeupRoma in collaborazione con l'università Luiss. Nel mirino dei volontari con la pettorina, adesivi appiccicati su pali e cartelli, aree verdi piene di cartacce e rifiuti e le scritte che si possono trovare in ogni angolo della Capitale. “Supereroi” si sono autodefiniti, che hanno unito “le forze per far tornare a splendere la città”.

Non si è fatta attendere la risposta degli attivisti che, armati di vernice e maschere colorate, martedì sera hanno deciso di tornare a far parlare quell'enorme muro. E di riscriverla, ancora più grande. Non un semplice muro imbrattato, spiegano, ma una frase che ribadisce alle migliaia di passanti un modo di vedere la città: “Quella scritta era uno di quei segni, lasciata al termine di un corteo che rivendicava, nelle bufere appena sollevatesi dello scandalo di Mafia Capitale, il diritto alla città come diritto a viverla e a costruirla assieme. Era un segno che ci diceva che mentre il pubblico complottava assieme al privato per svendere tutto ciò che appartiene a tutti, per privatizzare i servizi e nutrire le filiere della sua corruzione, c'era sul territorio di questa città un'altra idea di Roma” si legge in una nota.

Un flash mob, così viene definito nel comunicato stampa, in preparazione alla manifestazione in programma per sabato 19 marzo contro tagli, privatizzazioni, sfratti e sgomberi. “È un'azione di re-commoning, perchè questo al contrario dei retake è quello che facciamo: rendere di tutti, e visibile a tutti, quello che altri vogliono recintare e saccheggiare, per poter vivere in una città più bella e più libera. E dove la decisione su come debba essere, fin nei suoi muri e nelle sue strade, sia per l'appunto né pubblica né privata, ma comune”.

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Commenti (4)

  • Avatar anonimo di franco
    franco

    Sono convinto che gli autori delle scritte vivono in abitazioni borghesi con mamme che quotidianamente rassettano la loro stanza. Se vuoi dire la tua almeno mettici la faccia ed accetta il contraddittorio altrimenti sei un finto rivoluzionario

  • Centri asociali comunisti XXXYXYoxxxxiiiiii

  • gran pezzi di XXXYXY@

  • certo COMUNE visto che loro pagano le tasse e tutto il resto anche questi soggetti accampano pretese oltre che NON pagano ne affitti ne servizi dei locali che occupano abusivamente col la complicità delle varie giunte comunali che si sono susseguite a Roma!!!!

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