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Via dei Lucani, il Comune lancia il recupero delle baracche: "Senza progetto, pronti all'esproprio"

Raggi: "Un progetto pilota per un nuovo patto tra pubblico e privato"

Foto Agenzia Dire

Il Campidoglio avvia l’iter per trasformare l’area abbandonata di via dei Lucani a San Lorenzo. E se i proprietari privati non risponderanno all’appello, è pronto all’esproprio per pubblica utilità. Il piano è stato presentato questa mattina a palazzo Senatorio dalla sindaca, Virginia Raggi, dall’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, e dalla presidente del II municipio, Francesca Del Bello. Come era stato anticipato da Romatoday, la preoccupazione in merito al destino dei circa 10 mila metri quadrati, inseriti da anni nel Progetto urbano San Lorenzo, è scattata all’indomani della morte di Desirèe Mariottini, ritrovata proprio all’interno di una delle baracche di via dei Lucani. “A quel punto ci siamo incontrati con la presidente Del Bello”, ha spiegato Raggi. “La prima risposta è stata securitaria. C’è stato un aumento di forze dell'ordine e di polizia locale. Poi però abbiamo iniziato a interrogarci su come muoversi per prevenire ed eliminare questi luoghi di degrado”. 

L’architrave del progetto è la “costituzione di un nuovo patto tra pubblico e privato”. A reggerla, l’articolo 42 della costituzione che “garantisce la proprietà privata ma ne fissa anche i limiti”, cioè la funzione sociale. Nel caso di via dei Lucani, sono 12 i soggetti proprietari, più il Comune che ha voce in capitolo sul 20 per cento del quadrante. Si dovranno mettere d’accordo per avanzare un progetto sui loro beni o per venderli a un investitore interessato. Altrimenti il Comune di Roma è pronto all’esproprio e al cambio di destinazione d’uso ‘verde pubblico e servizi’. L’assessore Montuori si è però detto convinto “che arriveranno risposte”. 

L’iter messo in campo da amministrazione capitolina e il II municipio vuole arrivare alla definizione di un progetto per l’area di via dei Lucani sulla base dello strumento della legge sulla Rigenerazione urbana della Regione Lazio, in particolare con l’articolo 2 che prevede la possibilità di un coinvolgimento dei soggetti pubblici nella definizione dei programmi urbanistici avanzati dai privati. Al progetto definitivo si arriverà dopo 18 mesi dalla pubblicazione della delibera di giunta. Il documento dovrebbe essere approvato entro l’estate e conterrà le linee di indirizzo, le regole per la partecipazione alla manifestazione di interesse e la definizione degli obiettivi. Non si tratterà di elaborare il progetto ma di mettere nero su bianco cosa non sarà possibile effettuare. “Scuramente non ci saranno cubature residenziali”, ha specificato Montuori. 

Dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico i privati interessati potranno farsi avanti con manifestazioni di interesse non vincolanti che verranno poi sottoposte ad un processo partecipativo, sia on-line sia con assemblee pubbliche. “Non ci aspettiamo semplici progetti ma veri e propri piani di sostenibilità economica che uniscano investitori, gestori e progettisti”, ha spiegato Montuori. Con le proposte degli investitori da una parte e “i bisogni espressi dal territorio dall’altra”, gli uffici capitolini preposti elaboreranno così il programma intergrato con la definizione delle funzioni da realizzare che verrà approvato in Assemblea capitolina. L’ultima fase è caratterizzata dalla pubblicazione del bando vero e proprio. “Per arrivare al progetto definitivo si passerà per un’ulteriore fase concorrenziale”, ha assicurato l’assessore all’Urbanstica. 

“Sono abbastanza soddisfatta perché dopo la morte di Desirèe è stato il municipio a chiedere alla sindaca di avviare un programma di recupero”, le parole di Del Bello. “Una richiesta accolta. Tra l’altro quello di via dei Lucani sarà i primo ambito di rigenerazione urbana che parte a Roma. Sarà importante il coinvolgimento del territorio per raccogliere i bisogni dei cittadini e capire quali proposte arriveranno dai privati. Ci auguriamo che si punti su servizi culturali. Questa riqualificazione è un tassello importante che si aggiunge ad altri come quello a piazzale del Verano dove arriverà una pedonalizzazione dell'area davanti alla basilica o all'ex Dogana con il nuovo The Student Hotel”, in merito al quale, proprio oggi, è stata confermata la notizia che i lavori per preparare il cantiere dovrebbero partire entro le prossime settimane.

Per Raggi si tratta di un “percorso impegnativo ma necessario per dimostrare ai cittadini, e soprattutto ai proprietari degli immobili fino ad oggi assenti, che il pubblico ha il dovere di esercitare il suo potere di programmazione e trasformazione del territorio”. Un percorso “che può essere visto come un prototipo anche per altre aree abbandonate di proprietà privata in città”.

In merito, con una nota stampa, è arrivata la proposta della consigliera Cristina Grancio, ex del M5S, oggi con DemA: "Il piano deve essere affiancato da un nuovo strumento permanente che consenta di intervenire tempestivamente in tutta la città. Sono oltre 400 a Roma gli edifici abbandonati dalla proprietà, veri e proprio relitti urbani, che spesso mettono a rischio la qualità della vita, il decoro e la coesione sociale dei quartieri limitrofi. Ho presentato una delibera, chiederò di iscriverla quanto prima all'ordine del giorno in Aula".

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